Electra Glide (Electra glide in blue – 1973)

  • genere: Drammatico
  • regia: James William Guercio
  • interpreti: Robert Blake, Billy Green Bush, Mitch Ryan, Jeannine Riley, Elisha Cook Jr
  • produzione: United Artists
  • giudizio: Imperdibile

In due parole

Se amate Bruce Willis e i superpoliziotti eroici dal machismo esasperato, questo film non fa per voi

Recensione

James William Guercio non è un regista (cioè, tecnicamente lo è dopo questo film anche se rappresenta a tutt’oggi l’unica opera da lui realizzata), e di certo è ben più famoso e conosciuto per essere lo storico produttore di uno dei gruppi musicali più eclettici e incisivi che l’america ha prodotto: i “Chicago” (quelli di: If you leave me now il loro pezzo più famoso anche se non di certo il migliore).

Guercio realizzò questo piccolo capolavoro nel 1973, quando aveva soltanto 27 anni e ne produsse anche la colonna sonora affidata ai già noti Chicago. Ciò che colpisce immediatamente del giovane regista è la sua padronanza del mezzo cinematografico; non si notano segni di immaturità registica ma soltanzo la piena consapevolezza del messaggio da trasmettere e del modo in cui farlo. Qualche neocritico da battagtlia potrebbe definirlo “manieristico” per la ricerca della finezza nell’inquadratura del dettaglio o per i “rallenty” presenti nelle poche sequenza d’azione; ma la verità è che la splendida fotografia di Conrad L. Hall è di fatto la narrazione e il messaggio assieme alla storia, i dialoghi e la recitazione.

Si è detto molto di questo film oggi praticamente dimenticato perchè quasi mai riproposto in TV che fu accolto a Cannes da uno strepitoso successo di pubblico e critica anche se non vinse la palma d’oro; aveva molte cose da dire allora e ne ha molte da dire anche oggi, specialmente a una generazione giovane e completamente assuefatta da banalità seriali “horror-ifiche” e “telenovela-tiche” la cui maggior espressione (se vogliamo considerare l’enorme successo al botteghino) è rappresentata da scatoloni vuoti e imbarazzanti come Twilight.

Qualcuno potrebbe dire: “Basta, ne abbiamo piene le scatole di film sulla fine dei sogni, sulla morte delle illusioni, sul beffardo e tragico senso dell’umorismo di questa vita carogna.” Ma ragazzi miei, a saperli fare così i film, a saperle dire così queste cose, senza trasmettere soltanto sterili e cinici imput che ti fanno uscire dal cinema depresso con il dubbio di aver buttato i soldi (caratteristica di molti presunti film “seri” odierni) dato che ci eri entrato per passare due ore lontano dalla quotidianità: ma facendoti invece riflettere, dandoti lubrificante per il cervello, perchè sei un uomo, non un manichino che deve soltanto spendere in cambio di un indottrinamento al pensiero piatto.

Ed ecco che la parabola di vita del poliziotto John Wintergreen a bordo della sua moto “Electra Glide” nelle sterminate e solitarie strade della Monument Valley non racconta soltanto il microcosmo di un uomo ma anche il macrocosmo di una nazione; prevedendone la deriva feroce e autoritaria che avrebbe sconfitto un sogno romantico di libertà.

Un film che mostra l’alienazione attualissima di una società alla deriva; come il collega e miglior amico di Wintergreen, quello Zipper, la cui massima aspirazione di vita consiste nel potersi comperare una Electra Glide in Blue, versione civile della moto che usa tutti i giorni durante gli interminabili turni di servizio.

Ma non vogliamo raccontarvi nulla di questo film, perchè finalmente qualcuno ha deciso di farlo uscire in DVD; e allora fatevi un favore, andate a prenderlo e riscoprite il gusto del cinema “che fa pensare”.

“La solitudine ti ammazza più di una 357 magnum”(John Wintergreen)

“Ti fai una bella vita sulla tua moto: tu fai le tue ore, poi smonti e ti sei guadagnato il pane. Cosa c’è di più semplice?” (Zipper)